Sul Piano Strutturale Rendese e la partecipazione

Il Piano Strutturale Comunale è uno dei più importanti documenti di pianificazione territoriale della Città di Rende. Basti pensare che l’ultimo documento analogo risale al 2001 per capire il tempo che rimarrà in vigore il nuovo PSC determinando la nostra storia urbana.

Per questo motivo ci sarebbe voluta, a nostro avviso, una maggiore capacità di ascolto del pool di professionisti e degli amministratori che dal 2010 si avvicendano nella redazione di questo documento.

Nello stesso Documento Preliminare approvato nell’ultimo e burrascoso Consiglio Comunale infatti leggiamo:

“La partecipazione attiva e consapevole dei cittadini, delle imprese e delle associazioni culturali e sociali alle scelte relative all’ambiente di vita e di lavoro, è uno dei principi ispiratori della LUR. Tramite questa si mira a garantire la semplificazione dei procedimenti amministrativi, assicurando la trasparenza dei processi decisionali e promuovendo la partecipazione dei cittadini alla formazione delle scelte che incidono sulla qualità dello sviluppo e sull’uso delle risorse ambientali.

Sia nei suoi momenti più istituzionali e formalizzati volti alla concertazione (Conferenza di Copianificazione), sia nei momenti di confronto più ampio e partecipativo, attraverso i percorsi di partecipazione, si punta alla possibilità di pervenire ad atti di pianificazione il più possibile condivisi nei quali siano riconosciuti gli aspetti di criticità e bisogno del territorio e della comunità, o di specifiche parti ed ambiti degli stessi”.

Come Coordinamento Territoriale e come associazioni che lo compongono prendiamo atto dell’invito fatto dall’Amministrazione di poter prendere parte nel futuro ad un dibattito più vasto che, a dire il vero, ci è parso praticamente inesistente negli anni passati. Abbiamo assistito all’approvazione di un Documento che non abbiamo potuto in nessun modo leggere e commentare prima. Ancora oggi in verità il PSC non risulta essere pubblicato sul sito istituzionale. Per discutere c’è bisogno di conoscere, ovviamente.

Purtroppo, non ci consola neanche la dicitura “Documento Preliminare” visto che, come apprendiamo da un’analisi approfondita della LUR datata 2012 e dunque lontana nel tempo dagli avvenimenti che stiamo commentando, il D.P. è già il vero piano urbanistico che sostanzialmente è chiamato “Preliminare” non per una sua incompletezza, ma per ossequio alla facoltà della Conferenza di Pianificazione di modificarlo.

Tutte le linee di massima, la visione urbanistica, gli ambiti territoriali che vedranno nuove edificazioni e quelli sottratti e destinati a verde o a servizi sono già state stabilite. Ma ci appelliamo alle ampie assicurazioni fatte dalla maggioranza che ha dichiarato la possibilità di discutere, di capire, di partecipare alla delineazione della storia futura della nostra città.

Quindi, per dare il nostro contributo di idee, aspettiamo la pubblicazione del Documento Preliminare e dei suoi allegati, per studiarlo, commentarlo e conoscere la visione che lo permea.

Non sarebbe male che nella neonata Consulta dei Beni Comuni possa nascere un Gruppo di Lavoro proprio sul PSC che possa essere luogo di incontro tra i cittadini, le loro professionalità e la loro cultura, il loro amore per la polis, la loro visione relativa al bene comune. Senza settarismi, solo per Rende.

Coordinamento territoriale #DecidiamoNOI

Author: #DecidiamoNOI