RENDE: CREATA LA CONSULTA DEI BENI COMUNI

L’esperimento, dal basso verso l’alto, sembra finalmente prendere forma. In un mondo in cui le parole d’ordine conducono verso l’egoismo, verso la speculazione privata sui “beni comuni” generante meccanismi sempre più invadenti e pervasivi che assicurano benessere economico e sociale solo per pochi a discapito di quello dei più deboli è giunto il tempo di invertire la rotta.

Abbiamo delle responsabilità nei confronti di noi stessi ma anche e soprattutto delle generazioni future cui dovremmo provare a garantire un mondo più solidale in cui le risorse pubbliche siano più equamente distribuite e fruite.

In questi giorni è stata creata la Consulta che dovrà dare gambe e braccia al Regolamento dei Beni Comuni. Abbiamo  proposto,  spinto e contribuito alla sua approvazione nella convinzione che il riconoscimento giuridico potesse fornire una maggiore legittimazione alle istanze della collettività che attraverso i patti di collaborazione potrà iniziare a sperimentare forme di democrazia diretta. Abbiamo deciso di non delegare questo compito alle istituzioni e di partecipare ai lavori della Consulta come Coordinamento Territoriale #DecidiamoNOI, attivamente e al fianco di tutte quelle realtà che fanno della solidarietà e della lotta ad ogni forma di discriminazione la propria missione e che desiderano sperimentare modalità innovative per la soluzione dei problemi comuni.

I beni comuni sono rappresentati certamente da quegli immobili, quelle piazze, quei beni culturali, quei simboli cittadini spesso trascurati per motivi economici o di priorità dell’agenda politica. I beni comuni sono certamente l’acqua, i servizi pubblici di base, l’ambiente, la salute, la cultura, i mezzi di comunicazione, la rete. Ma bene comune è principalmente la città intera ivi compresi tutti quei quartieri che solo grazie alla cooperazione quotidiana e costante fra i residenti non sono ancora diventati dei ghetti. Beni comuni sono le idee, le forze, le vite stesse di chi ogni giorno è costretto a subire i meccanismi predatori dei pochi sui molti.

Nulla è scontato!

Questa sperimentazione andrà a buon fine solo se la Consulta, la Rete Civica che dovrà formarsi, i singoli cittadini, le associazioni riusciranno a cooperare e a lavorare insieme. Questa sperimentazione andrà a buon fine se ne avremo la forza tutti e tutte insieme e se l’Amministrazione manterrà per l’intero percorso il ruolo di parte attiva nella realizzazione del progetto. Le parole chiave tanto utilizzate in questi mesi: Democrazia Diretta, partecipazione dei cittadini, condivisione delle scelte su vasta scala, non possono assumersi come meri slogan ma rappresentano, una scelta politica ben precisa. Il percorso tracciato porterà ad un traguardo solo se verranno realmente favorite forme di partecipazione non verticistiche tra Cittadini e Amministrazione.

Invitiamo fin d’ora tutte le associazioni, i comitati, i singoli cittadini a partecipare ai gruppi di lavoro tematici che saranno costituiti, a suggerire modalità e strumenti utilizzati altrove e che si sono rivelati utili ed efficaci a facilitare un reale protagonismo dal basso, a prendersi cura, a diventare responsabile, a trovare insieme le soluzioni che affliggono un pezzetto della nostra città.

È ora di svincolarsi dal meccanismo della delega, di assumere, chi da un lato chi dall’altro, le proprie responsabilità, nel bene e nell’interesse comune.

Noi ci siamo …j’am’avanti!

Coordinamento Territoriale #DecidiamoNOI

Author: #DecidiamoNOI